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22/03/2011 Pensieri e parole
Anche i soldi (si) emozionano?
Su D de la Repubblica, l’inserto femminile del noto quotidiano, sabato una conversazione su soldi e sentimenti. Da cui prendiamo lo spunto per la riflessione di oggi.

L’articolo s’intitolava “A proposito di soldi & sentimenti” ed era il resoconto di una conversazione a più voci “giovani” stimolata da Gianluigi Ricuperati, scrittore, a cui partecipavano Luca Morena, 37 anni, filosofo che ha messo sul mercato un'applicazione per iPhone, Federica Verona, 34, un architetto e urbanista che lavora con gli homeless, e Matteo Pericoli, 42, un disegnatore. L’idea era parlare del denaro per capire qualcosa in più del nostro tempo.

Segnalo l’intervento di Morena che dice: “Ovviamente il denaro è una convenzione, ma anche un atto di fiducia reciproca. I soldi in banca non sono che dei numeri, ma la finanza produce delle reazioni nel mondo fisico, reale, emotivo, nel corpo sociale, che sono davvero potenti, e trovo interessante l'idea di scrivere storie sui soldi, perché i soldi in fondo sono una finzione perfettamente credibile. Quello che turba, nel personaggio del romanzo come nella vita sociale, e individuale, è che il potere finanziario genera degli effetti quasi fisici negli esseri umani”.

Interessante è anche la riflessione della Verona a proposito dei senzatetto: “Molte persone finiscono in strada perché non hanno saputo gestire bene i propri soldi, e spesso anche i propri sentimenti - e lo dico parlando per esempio di Milano, che è una città molto dura, se non sai parlare il linguaggio dei soldi e delle relazioni sociali. (…) Posso dire per certo che certi rapporti di lavoro si sfaldano anche per via di certe difficoltà di carattere, che spesso sono legate a vuoti d'amore, e che alla fine provocano disastri economici. Sarebbe molto interessante se anche nelle amicizie, o nelle storie d'amore, le persone avessero ben presente l'enorme scultura-moneta delle isole della Micronesia, che incarna la sensibilità dell'altro, il suo bisogno di essere rispettato, o di contare, come una specie di garanzia sui sentimenti”.

Qui il resto del dialogo a più voci.

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