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15/03/2011 Pensieri e parole
I figli come giovani, i padri come figli
Segnaliamo due articoli. Uno sul Venerdì de la Repubblica. Uno sul Corriere della Sera di domenica. Nel primo caso si tratta di un’intervista (di Marco Cicala) al grande psicoanalista lacaniano Massimo Recalcati che si domanda in un suo libro Cosa resta del padre? (Cortina editore). Nell’intervista dice: “E’ la dissoluzione del Padre-normativo, garante, del Padre-Dio”. E prosegue: “Il tramonto del Padre come Legge coincide con il trionfo capitalistico dell’oggetto. L’oggetto-merce diventa una promessa sempre più potente di soddisfazione e, al tempo stesso, una vacuità che genera solo pseudomancanze.

In quello del Corsera Daniela Monti sottolinea come stia venendo meno il ruolo degli adulti, abdicato dagli stessi. La giovinezza si dilata, l’anagrafe segna un tempo sempre meno certo. Alla domanda su chi abbia da perdere in questo avvicinamento – padri-figli giovani-adulti – lo psicologo Raffaele Morelli risponde: “I ragazzi ci perdono di sicuro: hanno bisogno di differenze, di autorità, di regole e non di genitori che gli rassomiglino”.

C’è da chiedersi a questo punto quale debba essere il ruolo dei giovani-adulti di fronte a un sistema di adulti-giovani. Quali responsabilità nuove entrino in gioco e quali opportunità possa offrire la contiguità. Anche nell’ambito della leadership lavorativa e sociale.
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