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21/01/2011 Eventi
I giovani e la banca in una ricerca della BCC Don Rizzo
L’identikit dei giovani, tracciato da una ricerca realizzata dalla Banca di Credito Cooperativo Don Rizzo e presentata nel dicembre scorso durante una conferenza stampa in sinergia con l’Università e Confindustria Sicilia, è quello di una prospettiva adulta carica di problemi e difficoltà, davanti a un futuro preoccupante e prede della paura di crescere.

Il campione degli intervistati, composto da 1022 ragazzi e ragazze del territorio palermitano e trapanese, di età compresa tra 17 e 20 anni è stato analizzato anche rispetto al rapporto con le banche. I giovani chiedono trasparenza e informazione nel rapporto con gli istituti bancari. Descrivono gli istituti di credito come soggetti utili per l’accesso al denaro ma aggiungono tre aggettivi: lontani, freddi e incomprensibili.

“Umane” sono, invece, le Banche di Credito Cooperativo. Ed infatti sono quelle che piacciono di più ai giovani perché capaci di rispondere al bisogno di affiliazione e di formazione emerso a gran voce nelle risposte dei ragazzi. E per essere rilevanti nella vita dei giovani è importante partire da loro, dai giovani già presenti nel gruppo (dipendenti, soci), perché è indispensabile ‘essere giovani e non fare i giovani’.

Il presidente della Banca Don Rizzo, Giuseppe Mistretta, ha sottolineato che “la volontà della Banca Don Rizzo è quella di portare avanti iniziative propedeutiche ed efficaci a supporto dei giovani. Tant’è che la Banca sta già investendo in questo universo varando diverse misure economiche e bancarie volte a facilitare le attività imprenditoriali giovanili. Per tale ragione verranno organizzate direttamente nelle scuole, a partire dall’inizio del prossimo anno, delle tavole rotonde per presentare il report e preparare i ragazzi al mondo del lavoro sia dal punto di vista economico che culturale. L’incontro di oggi rappresenta infatti solo un inizio a beneficio dei giovani e del loro futuro”.

Della stessa opinione il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che rimarca il “poco ottimismo da parte dei giovani siciliani verso il futuro” che restano ancorati al passato. Un futuro più roseo verrà dall’unire “futuro e sogno per un possibile cambiamento e diventare giovani protagonisti di se stessi”.

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