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18/01/2011 Pensieri e parole
I giovani: nativi digitali o malati informatici?
Per fare pendant con il post di oggi dedicato agli incentivi di una BCC – ma ce ne sono molte di nostre banche e molte iniziative sul tema – finalizzati all’aiuto per l’acquisto di tecnologia vi invitiamo a riflettere su alcuni recenti articoli usciti sui giornali.

In particolare il Corriere della Sera (domenica 9 gennaio a firma di Vittorino Andreoli e il 16 a firma di Paolo Di Stefano) e la Repubblica (il 17 gennaio) invitavano a una riconsiderazione della tecnologia e del suo abuso nel target cosiddetto giovane e non solo.

Da qualche parte qualcuno propone diete e si citano statistiche sull’invasività dei nuovi media (in Italia si passano 6 ore e 7 secondi sui social network, negli USA 6 ore 9 minuti e 13 secondi). L’abuso da videogiochi sarebbe, poi, per molti sintomo di una crisi delle agenzie educative.

Andreoli parla della crisi del metodo razionalista del primum cogitare deinde agire, come a sottolineare che la sperimentazione è diventata primaria e sostitutiva, in qualche caso, della riflessione e dell’immaginazione. Gli esiti di questa ‘praticità’ sarebbero collegati alla preminenza dell’emotività sui sentimenti.

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