Banner
 
10/10/2018 Pensieri e parole
Forum GS 8: le conclusioni

Duecentosettanta giovani under 35 in rappresentanza di 14 Federazioni locali e di oltre 50 BCC di tutta Italia. Una cifra che non fa che testimoniare la forza in crescita del “movimento” dei Giovani Soci delle Banche di Credito Cooperativo.

E’ stata Trieste quest’anno, dal 21 al 23 settembre, ad ospitare l’ottava edizione del Forum dei Giovani Soci delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane. Organizzato dai Gruppi dei Giovani Soci delle BCC del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Federcasse e con la Federazione regionale delle BCC, il Forum quest’anno ha voluto approfondire il tema dell’educazione economica finanziaria e mutualistica e l’importanza del ruolo del “giovane socio” come motore sociale della conoscenza della materia economica.

“Economia: spunti e appunti di finanza cooperativa” il titolo del Forum, che è stato declinato nel corso della tre giorni sulle specificità del modello della Banca Cooperativa Mutualistica, e affrontato con workshop tematici, lavori di gruppo, giochi e testimonianze.

Ad aprire il Forum – dopo i saluti di Luca Occhialini, presidente della Federazione regionale delle BCC, e Adriano Kovacic, presidente ZKB – Credito Cooperativo del Carso – l’intervento di monsignor Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste che ha ricordato il ruolo preminente delle BCC nell’orizzonte della Dottrina Sociale della Chiesa.

“M come mutualità”. E’ partito dal glossario di finanza cooperativa, ovvero dalla lettera M, il direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti. “La M affonda le sue radici nell’art 45 della Costituzione italiana, che ha recentemente compiuto settant’anni. E negli interessi di lungo periodo delle cooperative bancarie mutualistiche e dei loro soci.

Accanto alle tradizionali e indispensabili attività della raccolta del risparmio – ha proseguito Gatti – esistono nuove forme di mutualità da promuovere e rafforzare: la previdenza complementare, la sanità integrativa, l’energia da fonti rinnovabili e l’efficientamento energetico, le protezioni assicurative di persone, relazioni, beni. Anche le piattaforme digitali.

Un disegno possibile di welfare community rispetto al quale le Banche di Credito Cooperativo svolgono un ruolo indispensabile, fornendo sempre più spesso risposte all’arretramento del welfare pubblico e alle tutele, che penalizzano soprattutto le nuove generazioni”.

La lectio magistralis del professor Stefano Zamagni, ordinario di Economia Politica all’Università di Bologna, ha ricordato il ruolo fondamentale – nel contesto attuale, quello della Quarta Rivoluzione industriale - che dovranno continuare a svolgere sempre di più le BCC, non banche di prossimità ma banche di comunità.

“Perché essere banche di comunità significa essere riserve di democrazia; significa aiutare le persone a fare pratica interculturale, a rispettare il punto di vista dell’altro per confrontarsi, a difendere la comunità; significa battersi per rendere i luoghi di vita che noi chiamiamo città delle autentiche civitas, città delle anime”.

Dopo la riunione della quarta Consulta Nazionale dei Gruppi Giovani Soci BCC-CR (vedi box a pag….), con una “lezione cooperativa” ha terminato la mattinata di sabato il presidente di Federcasse, Augusto dell’Erba: “I giovani soci delle BCC italiane sono ormai un realtà consolidata - ha detto dell’Erba.

“Un numero crescente ricopre anche il ruolo di amministratore, segno di un percorso di crescita e progressiva responsabilizzazione che, negli anni, è stato costante e proficuo. Il Forum di quest’anno – ha aggiunto dell’Erba – assume un significato particolare perché il tema dell’educazione finanziaria sta diventando sempre più centrale.

Ed è importante che, all’interno di questo dibattito, vi sia la possibilità di conoscere e far conoscere il valore della finanza cooperativa, non fine a se stessa, ma orientata allo sviluppo e al benessere delle comunità locali, al di fuori da qualsiasi logica speculativa”.

“Oggi sono circa 150 mila i giovani soci (under 35) delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane – ha sintetizzato il Presidente - e sono oltre 60 le BCC che hanno costituito un proprio Gruppo. Si tratta di giovani impegnati al fianco delle proprie banche di cui sono parte attiva nel mondo dell’impresa e del lavoro, in iniziative, una vera ricchezza di cui fare tesoro”.

Una particolare sessione sui temi della “finanza comportamentale” è stata raccolta dai giovani soci attraverso un animato talk di Paolo Canova della società Taxi 1729 (www.taxi1729.it) che con il “Scegli cosa voglio” ha fatto ragionare i ragazzi sulla finanza comportamentale anche attraverso test a gruppi sulla platea che ha apprezzato, divertita e coinvolta, facendo poi capannello per raccogliere nuove suggestioni dal giovane matematico.

Nel pomeriggio si sono tenuti i quattro corner di formazione, alle cui docenze si sono alternati davanti ai ragazzi Francesco Arcanà del Gruppo Bancario Iccrea su “Normativa: privacy e trasparenza bancaria”; Domenico Buonocunto della BCC di Roma su “Credito: finanziamenti e mutui”; Elisabeth Cellie di Assimoco su “Assicurazione e previdenza” e Anna Di Vora di Cassa Centrale Banca su “Mutualità e legame col territorio”.

La domenica mattina, dopo la combattutissima fase di gioco di finanza cooperativa – alla squadra vincitrice sono andate le macchine moka griffate dalla Federazione Friuli Venezia Giulia delle BCC-CR – Enrica Bolognesi, docente di Economia degli intermediari finanziari presso Università di Udine, ha raccontato ai giovani come la scienza del comportamento umano si colleghi ai criteri di scelta (economica) degli humans: “In molti casi, gli individui prendono cattive decisioni; decisioni che non avrebbero preso se avessero prestato piena attenzione e se avessero posseduto informazioni complete, capacità cognitive illimitate e totale autocontrollo.

Dato che molti individui tendono a procrastinare anche scelte importanti, essi non prendono decisioni o non agiscono. È dunque fondamentale disegnare nella maniera più adeguata il contesto delle scelte nell’interesse dei singoli e della società nel suo complesso perché esso influenza le scelte. Ecco perché si parla di ‘architettura delle scelte’”.

A seguire Alberto Dreassi , del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Trieste: “Gli uomini sono animali sociali: la natura li dota di senso di giustizia, equità, empatia, generosità. Cooperare li ha fatti sopravvivere: è nel loro DNA. Ma quando entra in scena l’economia le cose si complicano: è per questo che l’educazione finanziaria è una tappa imprescindibile per la crescita umana”.

A concludere i lavori della tre giorni, il presidente Occhialini che ha ringraziato Fondosviluppo Friuli e ha ricordato come i giovani sono una ricchezza per il Credito Cooperativo. Il vicepresidente di Federcasse Matteo Spanò ha concluso rivolgendosi ai giovani: “Voi siete gli ambasciatori dell’unità di questo sistema, la testimonianza che si può essere uniti al di là di tutto. Noi ci impegneremo a crescere insieme a voi verso il cambiamento”.

Qui i materiali utili del Forum.

Menu inferiore
 
Footer
© Federcasse Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo Casse Rurali ed Artigiane
Via Torino 153 - 00184 Roma
Realizzato da Iccrea Banca